Successivamente la processione è continuata con il ritorno della Madonna alla chiesa di S. Ignazio avvenuta verso le 22.30
Il prima possibile pubblicherò il video della processione.
Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio si presentò in cucina con un foglietto in mano. Con aria stranamente ufficiale il bambino porse il pezzo di carta alla mamma, che si asciugò le mani con il grembiule e lesse quanto vi era scritto:
"Per aver strappato le erbacce dal vialetto: 1 Euro
Per aver riordinato la cameretta: 1,50 Euro
Per essere andato a comprare il latte: 0,50 Euro
Per aver badato alla sorellina (3 pomeriggi): 3 Euro
Per aver preso due volte "ottimo" a scuola: 2 Euro
Per aver portato fuori l'immondizia tutte le sere: 1 Euro
Totale: 9 Euro
La mamma fissò il figlio negli occhi teneramente. La sua mente si affollò di ricordi. Prese una biro e sul retro del foglietto scrisse:
"Per averti portato in grembo 9 mesi: 0 Euro
Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri malato: 0 Euro
Per tutte le volte che ti ho cullato quando eri triste: 0 Euro
Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime: 0 Euro
Per tutto quello che ti ho insegnato giorno dopo giorno: 0 Euro
Per tutte le colazioni, i pranzi, le merende, le cene e i panini che ti ho preparato: 0 Euro
Per la vita che ti do ogni giorno: 0 Euro"
Quando ebbe terminato, sorridendo la mamma diede il foglietto al figlio. Quando il bambino ebbe finito di leggere ciò che la mamma aveva scritto, due lacrimoni fecero capolino nei suoi occhi. Girò il foglio e sul suo conto scrisse: "Pagato". Poi saltò al collo della madre e la sommerse di baci.
TERLIZZI
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MOLFETTA
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Statua
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Gesù nell’orto
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Gesù nell’orto
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Materiale
e lavorazione
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Cristo:legno con la lavorazione cosiddetta estofado de oro.
Angioletto: cartapesta
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Cristo: legno
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Stile
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napoletano - spagnolo
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napoletano
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Stato di conservazione | Necessiterebbe di restauro. | Buono | |||
Periodo
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prima metà del XVII sec.
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originale: forse nel 1525
copia: prima del 1859
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Artista
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artista locale
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originale:Giacomo Fielle
copia: Gaetano La Rocca
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Note
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La scultura appartiene ad un gruppo smembrato di cinque statue lignee raffiguranti i cinque misteri del dolore.
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La statua è una fedele copia di quella cinquecentesca distrutta irreparabilmente nel XIX sec probabilmente a causa del tarlo.
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Luogo
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Chiesa di Santa Lucia (Piazza Cavour)
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Chiesa di Santo Stefano (Piazza Mazzini)
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Portatori
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gruppo di laici
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Confraternita di Maria Assunta in Cielo
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Volto
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Mani
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Veste
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Profilo
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Angioletto
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La Confraternita del Santo Monte dei Morti, in tempi più recenti chiamata semplicemente Congrega della Morte, nacque ad opera di un gruppo di zelanti professionisti e di nobili, con a capo l’avvocato Cesare Zappa, in una chiesetta al di fuori delle mura medioevali dedicata a Santa Maria Maddalena.
La confraternita riscosse, col tempo, il grande favore della gente, soprattutto tra le classi più basse che non potevano permettersi una degna sepoltura, garantita invece a tutti i confratelli nelle cripte della Chiesa della Maddalena.
A distanza di qualche decennio, nella stessa chiesa trecentesca, andarono a insediarsi due nuovi sodalizi: quello di San Carlo Borromeo, fondato pochi anni dopo la santificazione del cardinale milanese da un gruppo prevalentemente composto da aristocratici terlizzesi, e quello dell’Immacolata che secondo il progetto iniziale doveva inglobare i due precedenti.
A questo punto fu indispensabile per le tre confraternite disporre di una chiesa più grande poiché l’antica chiesetta era diventata ormai inadatta ad accogliere la moltitudine di fedeli.
E così nell’area antistante il tempietto trecentesco, venne costruita la nuova chiesa, dedicata al Santo Monte Purgatorio e corrispondente alla navata centrale dell’attuale chiesa dell’Immacolata.
A destra e a sinistra di quest’aula, pian piano, i signori locali vi federo aprire delle cappelle, che nell’Ottocento vennero messe in comunicazione tra loro, rendendo la chiesa a tre navate.
Ai principi del Settecento, per volontà testamentaria del nobile Antonio Lioy, andò a formarsi, sulla falsariga del capitolo collegiale di S. Michele Arcangelo, ma in antitesi a questo, un capitolo composto da dodici canonici con a capo un Prefetto, che il popolo non esitò a chiamare selvaggio (illegale). Il Monsignore Antonio Pacecco, in visita apostolica a Terlizzi, vide di buon occhio quella istituzione per il suo allineamento all’autorità del vescovo diocesano. Intervenne anche personalmente per consolidare le tre confraternite, unendole sotto l’unico titolo di Monte dei Morti o Purgatorio e dotandole di uno statuto sociale.
I tre sodalizi unificati ebbero il regio assenso con decreto datato 19 ottobre 1776.
Negli ultimi decenni dell’Ottocento, essendosi ridotto notevolmente il numero dei membri, la Congrega della Morte divenne il tronco sul quale si innestò la nuova confraternita della Madonna del Riposo.
Alla ricerca di una propria identità, il sodalizio acquistò nel 1920 l’oratorio privato della famiglia Carelli dedicato ai tre patroni biscegliesi Sergio, Mauro e Pantaleone, che assunse in seguito il nuovo titolo di Chiesa della Madonna del Riposo.
Dopo qualche anno, però, la confraternita si scisse in due tronconi: uno continuò a esercitare nell’oratorio di Torre Carelli mantenendo il titolo di Madonna del Riposo, e l’altro tornò a riappropriarsi dell’antico titolo del Santo Monte del Morti trasferendosi nella chiesa del cimitero, laddove la confraternita continuò il culto dei morti e del suffragio delle anime.
Durante le ricerche di queste informazioni, mi sono imbattuto in una curiosa testimonianza di Mons. Gaetano Valente che ricorda la figura austera di un vecchio confratello che, alla stregua degli incappucciati medioevali, con un teschio di legno ben lucido su una mano e un campanello nell’altra, girava nelle strade del paese e fermandosi, a voce spiegata, gridava: “ricordatevi dei poveri morti”, senza mai mancare di suscitare la pietà dei buoni per qualche spicciolo, che raccoglieva nel suo teschio-salvadanaio e che poi la congrega devolveva per messe in suffragio.
Testo e foto di Francesco De Nicolo
Le due foto: altorilievo di teschio nella parrocchia Immacolata; chiesa del cimitero